I nostri bimbi

Le storie di alcuni dei bambini che abbiamo aiutato a riprendere una vita normale.

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Cisse

Cisse e’ un ragazzino di 15 anni e vive a Keffrine, in Senegal, a circa 330 km di distanza da Dakar. Intorno ai 3 anni viene investito da un camion e subisce l’amputazione di entrambe le gambe. Purtroppo, a causa di un sistema sanitario altamente inadeguato per questo tipo di problema, da quel momento, Cisse e’ destinato a una vita vissuta per terra, trascinandosi con l’ aiuto di sole mani e braccia. L’agilita’ e l’abilita’ di muoversi che acquisisce questo bambino cosi’ ostinato a non volersi perdere quello che la vita ha da offrirgli sono sorprendenti, come altrettanto incredibili sono le difficolta’ che deve affrontare per raggiungere qualsiasi meta.   Gli ostacoli che un disabile incontra in Africa sono inimmaginabili, ma Cisse riesce a raggiungere comunque una pseudo indipendenza anche senza gambe. Il giorno che cambiera’ la sua vita e’ quello in cui, nel 2013, la nostra spedizione in Senegal raggiunge l’ospedale di Keffrine e si imbatte in questo bambino che mostra un’agilita’ e una vivacita’ impensabili per qualcuno che ha passato piu’ di 10 anni ad usare il proprio moncone piu’ lungo come leva per i suoi spostamenti. Questo movimento pero’, purtroppo, aveva danneggiato parte del moncone, modificandone l’integrita’ per poter indossare una protesi. Si mostra immediatamente necessario quindi un intervento per poter correggere il moncone, accorciandolo, prima di poterci inserire una protesi.  Passati pochi mesi da questo incontro, i volontari di Rimetti in Moto l’Africa tornano a Keffrine per portare Cisse all’Ospedale Infermi di Rimini e sottoporlo all’intervento che gli permettera’ di inserire una protesi 30 giorni dopo l’intervento, al centro ortopedico RTM di Budrio, in collaborazione con Bimbingamba. Finalmente anche Cisse puo’ affrontare il mondo in piedi e, dopo 5 mesi di riabilitazione, raggiunge una sua completa autonomia, grazie anche a un lavoro quotidiano di accompagnamento da parte di Maurizio e la sua famiglia.

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Saliou

Saliou ha 8 anni e vive in Senegal. All’eta’ di 3 anni circa, mentre stava attraversando la strada principale del suo villaggio, molto trafficata, viene investito e deve subire l’amputazione di una gamba. Purtroppo, a causa dell’inadeguatezza del sistema sanitario africano, per anni deve reggersi solo sull’altra gamba fino a che, qualche anno dopo, gli viene messa una “pseudo protesi” con un invaso sul moncone sagomato fatto di plastica e senza una vera forma anatomica. Il piede e’ uno stelo di legno, tipo gamba di un tavolo, che finisce con un tappo di gomma come appoggio. Nel 2013, Saliou viene aiutato dai volontari di Rimetti in Moto L’Africa e arriva in Italia per usufruire del servizio di Bimbingamba al centro ortopedico RTM di Budrio, dove otterra’ una vera e propria protesi. Infine, i volontari di Rimetti in Moto L’Africa lo riaccompagnano a casa e, ad oggi, lo seguono ancora. E’ importante infatti, vista la sua giovane eta’, che Saliou sia monitorato regolarmente poiche’ dovra’ subire altre modifiche e interventi alla protesi dato che la crescita e’ velocissima e l’arto artificiale dovra’ essere adattato alla sua altezza e ai cambiamenti muscolari. Saliou e’ sempre stato un bimbo vivacissimo. Ora, grazie alla sua completa mobilita’ e indipendenza, e’ sempre piu’ felice e perfettamente reinserito nella sua comunita’ d’origine, oltre ad avere dignita’ che gli spetta di principio.

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Khadidiatou Signate

Oggi ha 19 anni, vive ad Adeane (Ziguinchor) in Senegal nella zona di Casamance, zona di ex guerra civile a circa 1000 da Dakar, al confine con il Gambia. Quando aveva poco piu’ di 2 anni, stava giocando con altri bambini poco distante dal suo villaggio, ed e’ saltata su una mina, perdendo la gamba sinistra. Il racconto ce lo ha fatto suo fratello , in una serata come tante altre durante uno dei nostri ultimi viaggi in Senegal, in un tipico contesto africano mentre si chiacchierava serenamente tra luci, aromi e odori di quella contradditoria terra. Nonostante i villaggi fossero in stato d’allerta, poiche’ poco distante da Adeane la zona era stata disseminata di mine, 15 anni prima il destino ha voluto che Signate si allontanasse e finisse proprio su una di quelle mine la cui esplosione rimbomba ancora nelle menti di chi ce lo racconta. Abbiamo visto il posto preciso coi nostri occhi, il luogo in cui il corpicino mutilato di quella bimba e’ stato raccolto dai militari e messo su un camion, per essere portato immediatamente all’ospedale di Ziguinchor. Ci vollero 6 mesi prima che la piccolina potesse lasciare quell’ospedale, senza una gamba e piena di ferite, ennesima vittima di un sistema sanitario che una volta abbandonato l’ospedale, si dimentica di te. Passo’ ancora un po’ di tempo prima che le venisse fatta una protesi artigianale, rigida, senza una forma anatomica, con del legno e come appoggio un semplice bastone che veniva allungato a seconda dell’esigenze del corpo di una bambina che cresceva. Non ci sono parole per spiegare il dolore che provoca dover appoggiare tutto il peso del proprio corpo su un elemento estraneo, non anatomico, e completamente inadeguato ad alleviare il dolore fisico e I disagi connessi alla disabilita’. Anche per Signate, una parte dei dolori e dei disagi si sono alleviati solo quando e’ riuscita a venire in Italia dopo una visita medica fatta nel suo villaggio durante uno dei nostri viaggi. Estremamente toccati dalla sua storia, abbiamo fatto di tutto per poterla fare trattare da Bimbingamba al centro ortopedico RTM di Budrio, dove le e’ stata fornita la sua prima vera protesi, e a seguito della quale, anche Signate ha mostrato risultati sorprendenti. I movimenti hanno cominciato ad essere piu’ naturali, e il suo soggiorno prolungato in Italia grazie a Rimetti in Moto L’Africa, le ha regalato un percorso di vita a stretto contatto con Maurizio e la sua famiglia, che le hanno mostrato come muoversi e prendersi cura della sua nuova protesi quotidianamente. L’obiettivo era che Signate acquisisse sempre maggiore funzionalita’ e padronanza dell’arto, oltre a sentirsi piu’ a suo agio con il proprio corpo. Signate ora e’ una giovane donna bella e piu’ sicura di se’, cosa non da poco per tutti noi di Rimetti in Moto L’Africa.